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Porte antincendio: tipologie, materiali, normativa

porte antincendio

Quali sono le tipologie di porte antincendio, dove sono obbligatorie, con quali materiali vengono costruite e qual è la normativa di riferimento.

Una porta antincendio viene definita tagliafuoco per la sua elevata resistenza alle fiamme, che può isolare in caso di incendio. Per la funzione che svolge non è solo necessaria, ma anche obbligatoria.

La porta tagliafuoco garantisce la resistenza al passaggio di fuoco e fumo in conformità con specifici livelli di prestazione. Clicca qui per scoprire di più sui dispositivi antincendio.

Rientra nella categoria dei presidi di protezione passivi: ovvero sistemi in grado di proteggere ciò che è conservato all’interno di ambienti in cui scoppia un incendio, senza che debba essere eseguita alcuna azione. Altri sistemi passivi sono, ad esempio, i sistemi di pressurizzazione e di compartimentazione EI.

Tipologie di porte antincendio
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Sono diverse le tipologie di porte antincendio, spesso legate al tipo di funzionamento e all’ambiente in cui dovranno essere installate: abitazioni private, condomini, uffici, industrie ecc.

Le tipologie sono:

  • scorrevole: installate in spazi in cui sono necessarie aperture più grandi, come gli edifici commerciali o industriali che devono consentire il movimento di attrezzature, macchinari ecc. Il materiale con cui sono realizzate queste porte tagliafuoco è l’acciaio (in grandi pannelli), legno o vetro. Si può trattare anche di una combinazione dei tre. Questa tipologia, solitamente, tende a essere nominato ‘’portone tagliafuoco’’.
  • a battente: queste porte antincendio hanno la caratteristica di essere apribili (sia a 90° che a 180°) in entrambe le direzioni, e possono essere sia singole che doppie. singola e doppia e sono apribili in entrambe le direzioni. Il materiale di realizzo è ignifugo oltre che resistente alle alte temperature. Vengono per lo più installate in ambienti di produzione alimentare, come le cucine, nelle aree di stoccaggio dei grandi magazzini o nei corridoi (scuole, edifici pubblici ecc.) e spesso sono vetrate.
  • a ghigliottina: queste porte tagliafuoco presentano un’unica lastra composta da pannelli uniti, assemblati con guarnizioni resistenti non solo meccanicamente ma anche al fuoco. Queste porte rimangono generalmente aperte, scendendo per gravità solo quando ricevono un segnale d’allarme dall’impianto antincendio. Scopri di più sulle tipologie e funzionamento dei rilevatori antincendio.

(l’articolo continua dopo l’immagine)

impianti aerosol

Con quali materiali vengono costruite le porte tagliafuoco?
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Le porte antincendio sono spesso costituite da una combinazione di materiali diversi.

Tra i materiali più utilizzati troviamo:

  • Metallo / acciaio
  • Alluminio
  • Legno
  • Vetro
  • pvc

Esistono inoltre delle combinazioni come porte con anta in legno e telaio in metallo.

Per quanto riguarda invece le dimensioni queste possono variare, in base alle necessità del luogo dove saranno installate.

Porte antincendio: la normativa di riferimento
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Il sistema normativo sulle porte tagliafuoco richiede il rispetto di una serie di adempimenti tecnici e burocratici. La normativa europea di riferimento è la UNI EN 16034:2014 per le porte tagliafuoco “Porte pedonali, industriali, commerciali da garage e finestre apribili – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo”. In questa norma sono esplicitate una serie di caratteristiche dei prodotti, come l’isolamento termico, la capacità portante, l’integrità e la tenuta ai fumi.

porte antincendio

La norma ha introdotto le seguenti lettere:

  • E: sta per ermetismo, la capacità di bloccare il passaggio delle fiamme, dei vapori e dei gas tra locali contigui, comprende anche il vecchio concetto di resistenza (la vecchia lettera R) ovvero la capacità della porta di mantenere la propria struttura in caso d’incendio;
  • EI, sta per ermeticità ed isolamento termico, utilizzato per la classificazione delle porte antincendio. La normativa precedente, la UNI 9723, comprendeva anche un’altra lettera, cioè la REI, che indicava la resistenza.

Insieme a queste lettere si trova in genere anche un numero che esprime in minuti il tempo entro il quale la porta antincendio è in grado di resistere al fuoco.

La normativa stabilisce che le porte antincendio debbano avere tali caratteristiche:

  • dividere gli ambienti contigui, impedendo il passaggio delle fiamme e dei gas
  • il materiale con cui vengono realizzate deve essere in grado di resistere al calore sprigionato in un incendio, e impedire la propagazione delle fiamme
  • consentire la messa in salvo delle persone presenti nell’ambiente, aprendosi in maniera semplice e veloce
  • avere sufficiente capacità di isolamento termico
  • chiudersi in maniera automatica dopo l’apertura

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Autore: Redazione Fiamma Srl